Gravidanza post-PMA

Come si vive la gravidanza post-PMA? Noi, come sempre, possiamo riportare solo la nostra esperienza.⁣

Inutile dire che una gravidanza andrebbe vissuta con serenità, ma tanto tranquilli non eravamo. ⁣

Nelle primissime settimane la paura era tanta, con ansia abbiamo aspettato la prima ecografia a 6+0 per vedere il battito. Non avendo avuto nausee, attacchi di fame, mal di pancia, sonno, ecc. tranne l’assenza di mestruazioni, le beta positive e il seno leggermente gonfio (dovuto forse anche agli ovuli di progesterone) eravamo molto agitati durante il primo trimestre. ⁣

gravidanza post pma

Fin dalle beta positive (in realtà già da molto prima ancora) abbiamo spesso cercato di parlare con il feto, pur non potendo ancora sentirci o sentire le nostre mani sulla pancia. La paura è durata fino a quando abbiamo iniziato a sentire i movimenti a circa 20 settimane e, ogni volta che io o mio marito mettevamo la mano sulla pancia, sembrava quasi che il feto si volesse coccolare nelle nostre mani.⁣

Come sono cambiate le nostre abitudini e comportamenti? Un’alimentazione sana è sempre stata alla base del nostro stile di vita e in questo periodo ancora di più. Ho ridotto poi qualsiasi tipo di sforzo fino ad evitare persino di raccogliere qualcosa da terra: se potevo farne a meno, aspettavo che tornasse mio marito perché lo prendesse lui. Pulizie, caricare e svuotare lavatrice e lavastoviglie, portare la spesa… insomma, tutto quello che comportava sollevare pesi (anche leggeri) era diventato compito di mio marito. ⁣

Se ci ripenso oggi, mi viene da sorridere… anche perché se non ci sono controindicazioni di tipo clinico, raccogliere un piccolo oggetto da terra non avrebbe sicuramente comportato rischi. 🤦‍♀️

Nel secondo trimestre la paura era diminuita molto: eravamo più tranquilli e tutto sembrava procedere secondo la norma. In entrambe le gravidanze il terzo trimestre è stato quello più difficile e magari ne parleremo in futuro…

Se vi interessa saperne di più sul nostro percorso di PMA, leggete anche il nostro articolo “Com’è stato per lei“.